LEAVE IT ALL BEHIND

16 dicembre 2021 - 20 gennaio 2022

Argišt Alaverdyan – Mattia Barbieri – Erika Hock – Margherita Mezzetti – Zsolt Molnár – Hélène Padoux – Michele Tocca – Edin Zenun

 

Mostra collettiva a cura di Domenico de Chirico

Sede espositiva: Manuel Zoia Gallery, Via Maroncelli 7, Milano

Inaugurazione: giovedì 16 dicembre 2021 ore 18:00

 

Manuel Zoia Gallery è lieta di presentare Leave it all behind, mostra collettiva a cura di Domenico de Chirico. Gli otto artisti invitati, provenienti da contesti culturali e geografici differenti, occupano gli spazi della galleria con opere pittoriche e installazioni, invitando gli spettatori a lasciarsi tutto alle spalle, concentrandosi sul “tempo vissuto”.

Leave it all behind parte infatti dalla nozione di tempo sviluppata dal filosofo francese Henri Bergson (1859 – 1941). Per il filosofo, il tempo ha due facce: il tempo oggettivo, ossia quello della scienza, frammentato e reversibile, caratterizzato da una successione di istanti tutti uguali e misurabili; e il tempo soggettivo, quello interiore, definito durata, che è invece continuo, indivisibile e irripetibile. Nel tempo della durata i vari momenti sono qualitativamente diversi: essi compenetrano gli uni negli altri senza soluzione di continuità. La durata è il tempo che percepiamo tramite la nostra coscienza, ovvero il tempo della vita.

Così come le forme si generano in modo imprecisabile, seguendo logiche eterogenee ma sempre continue, all’interno dello spazio – in accordo con la teorie bergsoniana – gli elementi permangono in una dimensione fluida e incessante, anch’essa continua e durevole. Il visitatore, qui, potrà liberare la propria coscienza: distanziatasi dalla rigidità dell’intelligenza, potrà arrivare al disvelamento della verità.

Domenico de Chirico (Bari, 1983) è un curatore italiano indipendente attivo sul panorama internazionale. Attualmente vive e lavora a Milano. Dal 2011 al 2015 è stato professore di Visual Culture e Trend Research all’Istituto Europeo del Design (IED) a Milano. Dal 2016 al 2019 è stato direttore artistico di DAMA Fair, Torino. Collabora con artisti internazionali, gallerie e istituzioni, fiere d’arte e riviste.

Info e contatti:
Manuel Zoia Gallery
Via Maroncelli 7, Milano, Italia
info@manuelzoiagallery.com
Mer – sab 15:00 – 19:00

Argišt Alaverdyan (1991, Armenia), vive e lavora nella Repubblica Ceca. Dopo il suo diploma al liceo artistico Václav Hollar di Praga nel 2011, ha ottenuto un posto all’Accademia di Belle Arti di Praga, dove ha lavorato negli atelier di Zdeněk Beran, Vladimír Skrepl e Martin Mainer.
La sua ricerca artistica fonde la tradizione della pittura astratta e la grafica computerizzata, percependo l’immagine come un sistema variabile che riflette i principi generali della comunicazione.
Rappresentato da Stone Project (Praga), le sue opere sono state esposte in varie mostre personali tra cui: Multitasking 2, Sokolská 26, Ostrava, CZ; Multitasking, Galerie Dům, Broumov, CZ; Role-playing II, stone projects, Prague, CZ; Role-playing, Holešovická šachta, Prague, CZ; Simulation, Garage Gallery Karlín, Prague, CZ; Opaque Dimension, w Jozef Mrva, The East Slovak Gallery, Košice, SK; Ohyb, Měsíc ve dne gallery, České Budějovice, CZ.
Tra le mostre collettive ricordiamo: Phonetics of color, Industra gallery, Brno, CZ; Line of Best Fit, stone projects, Prague, CZ; Artikl. Seven years with art, GASK Kutná Hora, CZ; Orient2, Kunsthalle Bratislava, SK; Salm Modern#1: Young Scene Challenge part III, National gallery Prague, CZ; SKÚTER IV, Jan Koniarek Gallery in Trnava, SK; Negative Realism, Leinemann Kunstpreis, Czech center Berlin, 2018, DE; Prize of Art Critique for Young Painting, Prague, CZ; Image metastasis, Topičův salon, Prague, CZ; EXIT Art Award, Emil Filla Gallery, Ústí nad Labem, CZ.

Mattia Barbieri (1985, Brescia) vive e lavora tra Milano e New York. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha conseguito il diploma in Arti visive di Primo e Secondo livello.
La ricerca di Mattia Barbieri indaga il dipinto come meccanismo iconografico da cui emerge la messa in scena della pittura. Il linguaggio pittorico adottato è mutevole ed eterogeneo. L’artista infatti attinge all’estetica digitale contemporanea, innestato sulla tradizione figurativa e l’immaginario mitologico
Numerose le sedi pubbliche e private, in Italia e all’estero, che espongono i suoi lavori, tra cui: Pablo’s Birthday Gallery-New York, The Border-New York, Museo di Arte Contemporanea del Sannio-Benevento, Palazzo Ranzanici-Brescia, Dimora Artica-Milano, Superstudiolo-Bergamo, Studio Maraniello-Milano, Fabbrica del Vapore-Milano, Palazzo Isimbardi – Milano, Federico Luger Gallery-Milano, Satzyor Gallery-Budapest, 42 Contemporaneo-Modena, Galleria Più-Bologna, Trieste Contemporanea-Trieste, Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, Winzavod Contemporary Art Center, Mosca, MAM (Museo Arte Moderna di Mantova), Museo Internazionale della Ceramica Laveno, Museo Archeologico-Nola, Midec- Faenza. Vincitore del Premio Pittura del museo di Arte Contemporanea di Lissone 2012.

Erika Hock (1981, Dshangi-Dsher, Kirghizistan) vive e lavora a Colonia.Muovendosi tra elementi scultorei e architettonici, la sua ricerca esplora la storia, la cultura e la società.
Erika Hock ha studiato Storia presso la Westfälischen Wilhelms Universität Münster e Arti Visive presso la Kunstakademie Münster, nonché presso la Kunstakademie Düsseldorf. Dal 2012 al 2013 ha studiato presso HISK, Istituto Superiore di Belle Arti, Gent.
Recenti mostre personali includono: Second Home, Philara Collection, Düsseldorf; The Phantom Table, Sofie Van de Velde Gallery, Anversa; Body Body, Kunsthaus Essen; What Bananas Say, Salzburger Kunstverein, Salisburgo; Elbows & Knees, COSAR HMT Gallery, Düsseldorf; The Seamstress, Her Mistress, the Mason and the Thief, Tenderpixel Gallery, Londra.
Recenti mostre collettive includono: Inhabited by Objects, CAB, Brussels; The People’s Cinema, Salzburger Kunstverein, Salisburgo; Every Letter Is a Love Letter, Tallinn Art Hall, Tallinn; Un-Scene III, Wiels, Brussels; The Catwalk, Komplot, Brussels; The Unfettered Gaze, Museum Marta, Herford; Concept Store, NEST, L’Aia; Fair shape of the whip, Herrman Germann Contemporary, Zurigo

Margherita Mezzetti (1990, Siena 1990) vive e lavora a Venezia. Artista visiva il cui mezzo espressivo principale è la pittura, restituisce immagini e ritratti che non appartengono ad alcuna dimensione temporale o spaziale. Intrise di nostalgia e carica emotiva, indagano la rappresentazione della corporeità.
Le sue opere sono state esposte in svariate mostre personali e collettive: Whatever It Takes – partecipazione con il collettivo ASISIMAMAMAMANIGI alla mostra e mercatino del baratto, progetto di Curatorial School, AplusA gallerry, Venezia, Italia; Extra Ordinario Appello – mostra collettiva e progetto di ATELIER F, Daniele Capra, Nebojsa Despotovic e Nico Covre, Vulcano Agency, Marghera, Italia; Weird Dreams We Have / Back to postwhut – mostra pop up e itinerante, a cura di Cavernadeibuoi, giardino di AWAI, chiesa di SS Cosma e Damiano e per le calli di Venezia, Venezia, Italia; #GUARDIAMOAVANTI – a cura di Marina Bastianello, marina bastianello gallery, Mestre-Venezia, Italia; Renovation – a cura di Marina Bastianello, marina bastianello gallery, Mestre-Venezia, Italia; Fili Contati – associazione METAFORTE, Cavallino Treporti, Italia; Interstalla 5 – villa Albrizzi Marini, San Zenone degli Ezelini, Italia; ArtZagreb – padiglione Accademie, progetto curato da Darius Bork, Zagabria, Croazia; Senza Tema – a cura di Daniela Capra, Nebojsa Despotovic, Thomas Braida, Nemanja Cvijanović, galleria massimodeluca, Mestre-Venezia, Italia; Figolammerda – a cura di Fondazione Malutta, GAD Giudecca Art District, Venezia, Italia; Opera Prima – Dumbo Docks, Porto Marghera, Venezia, Italia; Opera Prima – ITIS- Arca Contemporanea, Trieste, Italia.

Zsolt Molnàr (1989, Celldömölk, Hungary) vive e lavora a Budapest. La sua ricerca artistica si innesta sull’osservazione dei sistemi di relazioni che espongono le connessioni tra la società e l’ecosistema, e la loro interdipendenza.
Rappresentato da Kisterem Gallery (Budapest), le sue opere sono state esposte in varie mostre personali: Stillness of Remains (collaboration with Tünde Ruzicska), Kisterem Gallery, Budapest; Along the Edge of the Leaf, Kisterem Gallery, Budapest; Art Rotterdam, Kisterem Gallyery (duo with Ádám Kokesch), Rotterdam, NL; Agro-Wave, Kisterem Gallery, Budapest; Agro Scenario, Art Gallery Paks, Paks; Mobil Structures, Labor Gallery, Budapest; Portraits and Carcasses, Labor Gallery (duo with Ádám Dallos), Budapest
Tra le mostre collettive ricordiamo: Sketch, Kisterem Gallery, Budapest; Finally We Can Learn Something, Kincsem Palace, Budapest; Short List 2019 Esterhazy Art Award, Ludwig Museum, Budapest; Listing 8, Kisterem Gallery, Budapest; Leopold Bloom Art Award Finalists, Ludwig Museum, Budapest; AiR 2018, Krinzinger Projekte, Vienna, AT; Conditio Inhumana, Hungarian National Gallery, Budapest; Scale, New Budapest Gallery, Budapest; On the Edge of Geometry, Vasarely Museum, Budapest; Lemuel Gulliver’s Memory, Artpool P60, Budapest; Esterházy Art Award 2017, Ludwig Museum – Museum of Contemporary Art, Budapest; Reporting exhibition of the Derkovits fine arts scholarship awardees, M21 Gallery, Pécs; Listing 6 – Selected Works from the Artists of the Gallery, Kisterem Gallery, Budapest; True Copy, Budapest Gallery, Budapest; Reporting exhibition of the Derkovits fine arts scholarship awardees, Kunsthalle, Budapest

Hélène Padoux (1993, Francia) vive e lavora ad Amburgo. I suoi dipinti ci trasportano in una dimensione onirica, la cui ambiguità soggiace nell’impossibilità di preservarne l’innocenza. Le figure dolci, spesso fragili e antropizzate, sono pervase da una dolcezza seducente dietro cui si cela la minaccia della tossicità.
L’artista ha conseguito un BFA presso l’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts de Paris e sta attualmente terminando il suo MFA presso la HFBK University of Fine Arts (studio Jutta Koether). Ha esposto in mostre collettive al Valentinskamp 39 (Amburgo), Kunstverein Hamburger Bahnhof (Amburgo), e Bastione San Maurizio (Torino).

Michele Tocca (1983, Roma) ha studiato pittura in Italia, Belgio e Inghilterra. La sua pratica artistica indaga la pittura come esperienza, interrogandosi sulle connessioni tra il medium e il mondo fisico, sul realismo e i suoi paradossi, sulla percezione e l’artificio, sugli effetti del tempo e della storia.
L’artista è rappresentato dalla galleria Z2O Sara Zanin Gallery di Roma e i suoi lavori sono stati esposti in varie mostre collettive e personali: HIC, a cura di Saverio Verini/ Michele Tocca, z2o Project, Roma; Verticale terra, Fabrizio Prevedello/Michele Tocca, a cura di Davide Ferri, Sara Zanin, Roma; Michele Tocca/Eugenia Vanni, FuoriCampo,Pittura XXI, Arte Fiera, Bologna, IT; Flash, a cura di Beatrice Meoni, Metodo Milano; Le realtà ordinarie, a cura di Davide Ferri, Palazzo de’ Toschi, Bologna, IT; Reality, con Greig Burgoyne, a cura di Sue Kennington, Hickster Projects, San Giovanni d’Asso, Siena, IT; Out Looking Inwards, a cura di Nicholas John Jones, LNM, Norwegian Society of Painters, Oslo, NO; Locus Amoenus, a cura di Fabio Carnaghi, Museo Tornielli, Ameno (NO), IT; Koffer Kunst, a cura di Veronica Liotti, Far-Off Art Cologne, Cologne, DE; Passaggi, Festival del Paesaggio, a cura di D. Gullì, G. Riccio e A. Rosica, La Casa Rossa, Capri, IT; Desiderio, L’Arca Museum, Teramo, IT.

Edin Zenun (1987, Skopje) vive e lavora a Vienna. Il lavoro di Zenun è incentrato sulla pittura e sui suoi interrogativi intrinseci: composizione, l’interazione tra forma e colore, materialità.
Il suo lavoro è stato esposto, tra gli altri, al Belvedere 21, Vienna (AT), AutoItalia, Londra (GB), Zeller van Almsick, Vienna (AT).