A FIOR DI PELLE | FRANCESCO DAMIANI
Periodo: 10 aprile – 3 maggio 2026
Sede espositiva: Atelier Voglino, Corso Milano 23, Verona
Inaugurazione: venerdì 10 aprile, ore 18 – 20
Verona | Atelier Voglino | Corso Milano 23
visite su appuntamento | info@alicevoglino.com | tel. 3407998911
Manuel Zoia Gallery | Via Pietro Maroncelli 7 | 20154 Milano
info@manuelzoiagallery | www.manuelzoiagallery.com
Esistenze che si incontrano, attratte in una corrispondenza di energie. Confini liminali che si annullano in accoglienza reciproca, osmosi di memorie di sensazioni gioiose, la dolcezza di sentirsi come fusi in un unico respiro, accolti in un caldo abbraccio che è un riconoscersi.
Il primo contatto di significato che sperimentiamo nella nostra vita è quello con il calore e la morbidezza del corpo materno. Corpi che dopo un contatto intimo di mesi si separano diventando nuova fisicità e nuovi sensi, nuove vite.
Mediante il primo contatto con la pelle della madre apprendiamo il sapere della vita e il nostro saper essere al mondo, gli occhi con cui lo guarderemo e il senso che daremo alla nostra esistenza terrena. Un imprinting capace di definire la qualità dell’intera nostra esistenza: il saperci porre in relazione con noi stessi e con quanto ci circonda in un abbraccio altrettanto accogliente oppure persi, sbagliati, non amabili, tesi alla costante ricerca di quella accoglienza che non abbiamo sperimentato.
Un contatto che ha la capacità di plasmare di conseguenza anche il cervello, diventa fonte di conoscenza, promuove la capacità di immaginare un futuro, di generare relazioni umane.
Da questo linguaggio fisico siamo generati al mondo come esseri viventi nella corrispondenza di percezioni sensoriali che diventano memoria esistenziale.
Le opere di Francesco Damiani ci riportano alla percezione del contatto fisico vissuto, ci invitano a ricordare i morbidi abbracci esperiti nel corso della vita, i corpi che ci hanno accolti donandoci gioia di vivere, che ci hanno fatti sentire bene, amati. I corpi che abbiamo amato e che abbiamo accolto.
Con la loro struttura reticolare ci invitano a riconsiderare la nostra capacità di tessere relazioni, il nostro relazionarci agli altri e con gli altri, alla tensione consapevole di dirigerci verso contatti umani generativi di energia nuova.
Nei suoi lavori ritroviamo aspetti biografici personali e della professione di Chimico, tanto che in alcune rappresentazioni le sue opere possono riecheggiare strutture atomiche e molecolari. Realizzate in pasta modellabile, materiale prediletto dall’artista per la sua gradevolezza e morbidezza al tatto che rievoca quella dei corpi amati e la sensazione di gioia provata, le opere sono caratterizzate da specifici abbinamenti di colore scelti in modo consapevole dall’artista con l’intento di trasmettere all’osservatore un coinvolgimento amplificato dall’energia propria della materia colore.
Nel percorso espositivo le opere di Damiani si presentano come forme leggere, aeree, composte da incastri di forme diverse e che in alcuni casi sembrano come galleggiare sospese nell’aria, capaci di proiettare riflessi e ombre sulle pareti che ne potenziano la percezione sensoriale.
Sembrano chiamarci come corpi vivi, pregni energia e memoria, quasi a chiederci di avvicinarci per farsi toccare.
Strutture delicate, componenti elementari della nostra esistenza, che sembrano dirci che come esseri viventi siamo un equilibrio perfetto, di atomi e molecole che si attraggono in legami stabili di energia che danno vita a nuova materia vivente.
In un presente complesso dove le relazioni sembrano non avere più struttura e dove apparentemente vince la forza e la prevaricazione, sostenere il valore esistenziale della gioia della morbidezza potrebbe rappresentare una possibile via di salvezza umana.
L’esposizione realizzata da Manuel Zoia Gallery in collaborazione con Atelier Voglino è ospitata a Verona nello studio di Alice Voglino, artista che attraverso il linguaggio del colore indaga l’essenza delle cose, e rientra nel progetto dell’artista veronese di indurre il visitatore a interrogarsi sull’esistenza attraverso differenti linguaggi artistici.
Cristina Cuttica
